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TITOLO DELL’OPERA: OLTRE LA CENERE
AUTORI: RONCHETTI ANDREA - DOGLIANI MONICA

GENERE LETTERARIO: romanzo storico, destinato a un pubblico adulto edito da Paoletti D’Isidori Capponi Editori.

TEMPO E LUOGO DELL’AZIONE: estate 1944 Auschwitz-Birkenau- 27 gennaio 1955 Europa/Argentina/Auschwitz.

Testo scritto in terza persona e diviso in due parti: nella prima si conoscono i personaggi principali e quelli secondari, ed è ambientata tra la disumanizzazione del Lager di Auschwitz- Birkenau; nella seconda, che abbraccia il dopoguerra fino al 27 gennaio 1955, si sviluppa lo studio della “via dei topi” e la “via dei conventi” per catturare le SS fuggite, ma anche il tentativo di riconquistarsi un posto nel mondo e il consolidamento di legami nati all’interno del Campo.

SINOSSI DI COPERTINA: Ultimi mesi del 1944 Auschwitz-Birkenau; un luogo d’orrore, una macchina di morte. Ma la luce della speranza e della vita torna risplendere nel cuore dei prigionieri grazie a un uomo speciale: l’orologiaio di Lodz, un ebreo in lotta con se stesso e i dubbi crescenti della propria fede. Così alcuni di loro, spinti da una forza disperata, lotteranno e supereranno l’infame cancello. E allora comincerà per tutti i protagonisti una nuova imprevedibile partita con il destino, con la giustizia, con la vendetta, con la redenzione e con l’amore. Una partita in cui ognuno sarà finalmente libero di giocare le proprie carte.
Un libro drammatico ma mai angosciante, romantico ma mai patetico, semplice ma mai banale, duro ma mai gelido, sempre intenso e appassionante. Una storia in cui si incontrano tutte le emozioni umane e le loro degenerazioni, intrecciate a volte nello stesso personaggio, con evoluzioni assolutamente sorprendenti. Una storia vera? Sicuramente verosimile.


LA STORIA: Si può tornare a vivere se si è scesi all’inferno dove luce e colori sono annullati insieme all’identità?
Nathan Bashevis, orologiaio ebreo di Lodz e clown durante la guerra, viene deportato nel Lager di Birkenau. Dopo lo sgomento iniziale è obbligato a trovare una dimensione per sopravvivere tra le chiusure del filo spinato. Egli è un uomo speciale e manifesta questa sua qualità a chi considera in grado di vedere oltre le apparenze e soprattutto ad ascoltare con il cuore scevro da pregiudizio. Nel luogo di morte egli cerca Dio; è costretto a riflettere sulla sua qualità di credente e comprende che Adonai (Dio) non lo ha mai abbandonato, anzi, lo ha sorretto fino alla fine.
Nel Campo di Birkenau, Nathan insegna il valore dell’umanità sia ai carnefici sia alle vittime. Non sempre ci riesce, ma grazie a lui due donne imparano il significato della continuità, una bambina ammalata a non lasciarsi schiacciare dal terrore, un anziano nazista il senso della libertà e un bambino, figlio del demonio, a non giudicare se non per decidere qual è la strada giusta.
L’ebreo di Lodz incontra Kora, la kapò di granito che sventola sui crani nudi il suo manganello. La donna, dopo aver affidato con l’aiuto di Inge il registro degli esperimenti del Doktor Josef Mengele a Madre Maria S., uccide nei magazzini Kanada una SS poco dopo aver assecondato per necessità i desideri morbosi del giovane. Con Inge scappa nel campo principale, all’infermeria delle SS, dove trovano sorella Rilke che le traveste da suore. Kora strangola Wanda Voss poiché essa scopre il tentativo di Rilke di aiutare le due deportate.
La “non vita” all’interno del lager è inimmaginabile. Tutti cercano il motivo di farcela, uno spiraglio di luce che possa permettere loro di non cedere alle atrocità delle SS.
Nathan sviluppa una serie di avventure: un progetto di fuga con un pugno di deportati a ridosso del 27 gennaio ’45; ma anche il tentativo di nascondere e salvare la piccola Edith Sthein, ebrea del ghetto di Varsavia internata a causa dei traffici intrecciati tra suo padre con Himmler, Voss (SS d’invenzione degli autori) e Göring. Anche Nathan, Jacob e Edith trovano rifugio nell’ospedale delle SS presso Auschwitz I. Lo stesso dove si sono nascoste Kora e Inge.
Nella cancrena del lager, dove la Storia si confonde con la finzione, chi sopravvive supera il cancello marchiato con un motto che ricorderà per sempre la beffa di un numero tatuato sulla pelle e deve, come testimonianza della forza umana e del diritto innegabile di esistenza, ricomporre la propria vita, risorgere dalle ceneri dei loro cari e dai ricordi. E quando tutto sembra finito, l’impero del male mette in piedi la sua assurda salvezza. I nazisti cercano di scappare tramite la “linea dei topi”, dopo aver accumulato ricchezze incalcolabili depredate ai deportati.
Irmfried Voss sbarca in Argentina e rimane nascosto grazie all’appoggio che il dittatore Perón ha offerto a Hitler.
Gli errori sono come gli addendi dell’addizione: si sommano gli uni agli altri e poiché perseverare non è più umano ma diabolico, l’inferno si rivolta su chi aveva attizzato il fuoco per cancellare per sempre le voci di milioni di esseri umani.
Il dopoguerra porta al pareggio dei conti per i nostri personaggi: la vendetta più sublime è la riconquista della vita riprendendosi il passato. Ognuno a modo proprio offre un contributo alla giustizia, fino a collaborare con un’organizzazione religiosa alla caccia dei nazisti fuggiti con l’appoggio di alti prelati (quali Siri, Cicali o Caggiano), di semplici parroci (come don Venturelli), del già citato Perón, e della società aerea KLM o marina Costa.
I nostri personaggi seguiranno non solo la “via dei topi” ma anche la “via dei conventi” tra l’Europa e l’Argentina, per stanare il nemico e liberare anche le parole mute del figlio del capitano Voss, che ormai ragazzo viene consigliato da Alan Turing (matematico che codifica il codice Enigma) a proseguire e a non rimanere fermo nel passato. Ma come sempre il passato ritorna con i suoi orrori: Kora e Inge uccidono una SS in un convento, Voss incontra suo figlio Franz prima che i servizi segreti russi lo catturino a Monaco. Il passato ritorna, appunto, dove tutto ebbe inizio: a Birkenau, questa volta da donne e uomini, non più pezzi, liberi di edificare la memoria con salmi accolti tra le loro mani, che si stringono mentre i loro piedi calpestano neve e orrore trasformato in museo. E insieme, con l’amore per la continuità, fondano un’organizzazione per l’appoggio dei sopravvissuti e dei loro familiari.