La
Chiesa irlandese nella bufera, “Abusi sessuali
sui bambini”.
È una delle pagine più nere della storia
d’Irlanda, e della storia della Chiesa cattolica.
SOMMARIO
LETTERA PASTORALE DEL PAPA AI FEDELI IRLANDESI
CITTA'
DEL VATICANO, 20 MAR. 2010 (VIS). Di seguito riportiamo
un sommario delle Lettera Pastorale del Santo Padre Benedetto
XVI ai fedeli irlandesi, resa pubblica questa mattina.
"Il
Papa ha indirizzato una Lettera Pastorale a tutti i Cattolici
dell'Irlanda per esprimere lo sgomento per gli abusi sessuali
commessi sui giovani da parte di esponenti della Chiesa
e per il modo in cui essi furono affrontati dai vescovi
irlandesi e dai superiori religiosi. Egli chiede che la
Lettera sia letta con attenzione nella sua interezza. Il
Santo Padre parla della sua vicinanza nella preghiera a
tutta la comunità cattolica irlandese in questo tempo
pieno di amarezza e propone un cammino di risanamento, di
rinnovamento e di riparazione".
"Chiede
loro di ricordarsi della roccia da cui sono stati tagliati
(cfr Is 51, 1), e in particolare del bel contributo che
i missionari irlandesi apportarono alla civilizzazione dell'Europa
e alla diffusione del cristianesimo in ogni continente.
Negli ultimi anni si sono verificate molte sfide alla fede
in Irlanda, al sopraggiungere di un rapido cambiamento sociale
e di un declino nell'attaccamento a tradizionali pratiche
devozionali e sacramentali. Questo è il contesto
all'interno del quale si deve comprendere il modo con cui
la Chiesa ha affrontato il problema dell'abuso sessuale
dei ragazzi".
"Molti
sono i fattori che hanno originato il problema: una insufficiente
formazione morale e spirituale nei seminari e nei noviziati,
una tendenza nella società a favorire il clero e
altre figure in autorità, una preoccupazione fuori
luogo per il buon nome della Chiesa e per evitare gli scandali
hanno portato alla mancata applicazione, quando necessarie,
delle pene canoniche che erano in vigore. Solo esaminando
con attenzione i molti elementi che diedero origine alla
crisi è possibile identificarne con precisione le
cause e trovare rimedi efficaci".
"Durante
la loro Visita "ad Limina" a Roma nel 2006 il
Papa ha esortato i vescovi irlandesi a "stabilire la
verità di ciò che è accaduto in passato,
prendere tutte le misure atte ad evitare che si ripeta in
futuro, assicurare che i principi di giustizia vengano pienamente
rispettati e, soprattutto, guarire le vittime e tutti coloro
che sono colpiti da questi crimini abnormi". Da quel
momento egli ha voluto incontrare vittime in più
di una occasione, ascoltando le loro vicende, pregando con
loro e per loro, ed è pronto a farlo di nuovo in
futuro. Nel febbraio 2010 ha chiamato a Roma i vescovi irlandesi
per esaminare con loro le misure che stanno prendendo per
porre rimedio al problema, con particolare riferimento alle
procedure e ai protocolli ora in vigore per assicurare la
tutela dei ragazzi negli ambienti ecclesiali e per rispondere
con prontezza e con giustizia alle denunce di abusi. In
questa Lettera Pastorale egli parla direttamente a una serie
di gruppi all'interno della comunità cattolica irlandese,
alla luce della situazione che si è creata".
"Rivolgendosi
in primo luogo alle vittime di abuso, egli prende atto del
tremendo tradimento del quale hanno sofferto e dice loro
quanto egli è dispiaciuto per ciò che hanno
sopportato. Riconosce come in molti casi nessuno era disposto
ad ascoltarli quando trovavano il coraggio di parlare di
quanto era accaduto. Si rende conto di come coloro che dimoravano
in convitti dovevano essersi sentiti, rendendosi conto che
non avevano modo di sfuggire alle loro sofferenze. Pur riconoscendo
quanto deve risultare difficile per molti di loro perdonare
o riconciliarsi con la Chiesa, li esorta a non perdere la
speranza. Gesù Cristo, lui stesso vittima di ingiuste
sofferenze, comprende gli abissi della loro pena e il perdurare
del suo effetto sulle loro vite e sulle loro relazioni.
Ciononostante proprio le sue ferite, trasformate dalle sue
sofferenze redentrici, sono i mezzi attraverso i quali il
potere del male viene infranto e noi rinasciamo alla vita
e alla speranza. Il Papa esorta le vittime a cercare nella
Chiesa l'opportunità di incontrare Gesù Cristo
e di trovare risanamento e riconciliazione riscoprendo l'infinito
amore che Cristo ha per ciascuno di essi".
"Nelle
sue parole ai sacerdoti e ai religiosi che hanno commesso
abusi sui giovani, il Papa ricorda loro che devono rispondere
davanti a Dio e a tribunali debitamente costituiti, per
le azioni peccaminose e criminali che hanno commesso. Hanno
tradito una fiducia sacra e rovesciato vergogna e disonore
sui loro confratelli. Un grande danno è stato arrecato,
non soltanto alle vittime, ma anche alla pubblica percezione
del sacerdozio e della vita religiosa in Irlanda. Mentre
esige da loro che si sottomettano alle esigenze della giustizia,
ricorda loro che non devono disperare della misericordia
di Dio, che egli ha liberamente offerto anche ai peccatori
più grandi, se si pentono delle loro azioni, fanno
penitenza e con umiltà implorano perdono".
"Il
Papa incoraggia i genitori a perseverare nel difficile compito
di educare i figli a riconoscere che sono amati e desiderati
e a sviluppare una sana stima di sé. I genitori hanno
la responsabilità primaria di educare le nuove generazioni
ai principi morali che sono essenziali per una civiltà
civile. Il Papa invita i ragazzi e i giovani a trovare nella
Chiesa un'opportunità per un incontro vivificante
con Cristo, e a non lasciarsi frenare dalle mancanze di
alcuni sacerdoti e religiosi. Egli guarda al contributo
dei giovani per il rinnovamento della Chiesa. Esorta anche
i sacerdoti e i religiosi a non scoraggiarsi, ma al contrario
a rinnovare la loro dedizione ai rispettivi apostolati,
operando in armonia con i loro superiori in modo da offrire
nuova vita e dinamicità alla Chiesa in Irlanda attraverso
la loro vivente testimonianza all'opera redentrice del Signore".
"Rivolgendosi
ai vescovi irlandesi, il Papa rileva i gravi errori di giudizio
e il fallimento della leadership di molti di loro, perché
non applicarono in modo corretto le procedure canoniche
nel rispondere alle denunce di abusi. Sebbene risultasse
spesso difficile sapere come affrontare situazioni complesse,
rimane il fatto che furono commessi seri errori e che di
conseguenza essi hanno perso credibilità. Il Papa
li incoraggia a continuare a sforzarsi con determinazione
per porre rimedio agli errori del passato e per prevenire
ogni loro ripetersi, applicando in modo pieno il diritto
canonico e cooperando con le autorità civili nelle
aree di loro competenza. Invita inoltre i vescovi ad impegnarsi
a diventare santi, a presentarsi come esempi, ad incoraggiare
i sacerdoti e i fedeli a fare la loro parte nella vita e
nella missione della Chiesa".
"Infine,
il Papa propone alcuni passi specifici per stimolare il
rinnovamento della Chiesa in Irlanda. Chiede a tutti di
offrire le loro penitenze del venerdì, per il periodo
di un anno, in riparazione dei peccati di abuso che si sono
verificati. Raccomanda di ricorrere con frequenza al sacramento
della riconciliazione e alla pratica dell'adorazione eucaristica.
Annuncia l'intenzione di indire una Visita Apostolica di
alcune diocesi, congregazioni religiose e seminari, con
il coinvolgimento della Cura Romana, e propone una Missione
a livello nazionale per i vescovi, i sacerdoti e i religiosi
in Irlanda. In questo Anno dedicato in tutto il mondo ai
Sacerdoti, presenta la persona di San Giovanni Maria Vianney
come modello e intercessore per un rivivificato ministero
sacerdotale in Irlanda. Dopo aver ringraziato tutti coloro
che si sono impegnati con alacrità per affrontare
con decisione il problema, conclude proponendo una Preghiera
per la Chiesa in Irlanda, da usare da tutti i fedeli per
invocare la grazia del risanamento e del rinnovamento in
questo tempo di difficoltà".
OP/SOMMARIO
LETTERA PASTORALE/IRLANDA VIS 100320 (1230)
LETTERA
PASTORALE DI BENEDETTO XVI AI CATTOLICI D'IRLANDA
CITTA'
DEL VATICANO, 20 MAR. 2010 (VIS). Riportiamo una traduzione
del testo originale in lingua inglese della Lettera Pastorale
di Benedetto XVI ai cattolici di Irlanda, resa pubblica
questa mattina:
1.
Cari fratelli e sorelle della Chiesa in Irlanda, è
con grande preoccupazione che vi scrivo come Pastore della
Chiesa universale. Come voi, sono stato profondamente turbato
dalle notizie apparse circa l'abuso di ragazzi e giovani
vulnerabili da parte di membri della Chiesa in Irlanda,
in particolare da sacerdoti e da religiosi. Non posso che
condividere lo sgomento e il senso di tradimento che molti
di voi hanno sperimentato al venire a conoscenza di questi
atti peccaminosi e criminali e del modo in cui le autorità
della Chiesa in Irlanda li hanno affrontati.
Come sapete, ho recentemente invitato i vescovi irlandesi
ad un incontro qui a Roma per riferire su come hanno affrontato
queste questioni nel passato e indicare i passi che hanno
preso per rispondere a questa grave situazione. Insieme
con alcuni alti Prelati della Curia Romana ho ascoltato
quanto avevano da dire, sia individualmente che come gruppo,
mentre proponevano un'analisi degli errori compiuti e delle
lezioni apprese, e una descrizione dei programmi e dei protocolli
oggi in essere. Le nostre riflessioni sono state franche
e costruttive. Nutro la fiducia che, come risultato, i vescovi
si trovino ora in una posizione più forte per portare
avanti il compito di riparare alle ingiustizie del passato
e per affrontare le tematiche più ampie legate all'abuso
dei minori secondo modalità conformi alle esigenze
della giustizia e agli insegnamenti del Vangelo.
2.
Da parte mia, considerando la gravità di queste colpe
e la risposta spesso inadeguata ad esse riservata da parte
delle autorità ecclesiastiche nel vostro Paese, ho
deciso di scrivere questa Lettera Pastorale per esprimere
la mia vicinanza a voi, e per proporvi un cammino di guarigione,
di rinnovamento e di riparazione.
In realtà, come molti nel vostro Paese hanno rilevato,
il problema dell'abuso dei minori non è specifico
né dell'Irlanda né della Chiesa. Tuttavia
il compito che ora vi sta dinnanzi è quello di affrontare
il problema degli abusi verificatosi all'interno della comunità
cattolica irlandese e di farlo con coraggio e determinazione.
Nessuno si immagini che questa penosa situazione si risolverà
in breve tempo. Positivi passi in avanti sono stati fatti,
ma molto di più resta da fare. C'è bisogno
di perseveranza e di preghiera, con grande fiducia nella
forza risanatrice della grazia di Dio.
Al tempo stesso, devo anche esprimere la mia convinzione
che, per riprendersi da questa dolorosa ferita, la Chiesa
in Irlanda deve in primo luogo riconoscere davanti al Signore
e davanti agli altri, i gravi peccati commessi contro ragazzi
indifesi. Una tale consapevolezza, accompagnata da sincero
dolore per il danno arrecato alle vittime e alle loro famiglie,
deve condurre ad uno sforzo concentrato per assicurare la
protezione dei ragazzi nei confronti di crimini simili in
futuro.
Mentre affrontate le sfide di questo momento, vi chiedo
di ricordarvi della "roccia da cui siete stati tagliati"
(Is 51, 1). Riflettete sui contributi generosi, spesso eroici,
offerti alla Chiesa e all'umanità come tale dalle
passate generazioni di uomini e donne irlandesi, e lasciate
che ciò generi slancio per un onesto auto-esame e
un convinto programma di rinnovamento ecclesiale e individuale.
La mia preghiera è che, assistita dall'intercessione
dei suoi molti santi e purificata dalla penitenza, la Chiesa
in Irlanda superi la presente crisi e ritorni ad essere
un testimone convincente della verità e della bontà
di Dio onnipotente, rese manifeste nel suo Figlio Gesù
Cristo.
3.
Storicamente i cattolici d'Irlanda si sono dimostrati una
enorme forza di bene sia in patria che fuori. Monaci celtici
come San Colombano diffusero il vangelo nell'Europa Occidentale
gettando le fondamenta della cultura monastica medievale.
Gli ideali di santità, di carità e di sapienza
trascendente che derivano dalla fede cristiana, hanno trovato
espressione nella costruzione di chiese e monasteri e nell'istituzione
di scuole, biblioteche e ospedali che consolidarono l'identità
spirituale dell'Europa. Quei missionari irlandesi trassero
la loro forza e ispirazione dalla solida fede, dalla forte
guida e dai retti comportamenti morali della Chiesa nella
loro terra natia.
Dal '500 in poi, i cattolici in Irlanda subirono un lungo
periodo di persecuzione, durante il quale lottarono per
mantenere viva la fiamma della fede in circostanze pericolose
e difficili. Sant'Oliver Plunkett, l'Arcivescovo martire
di Armagh, è l'esempio più famoso di una schiera
di coraggiosi figli e figlie dell'Irlanda disposti a dare
la propria vita per la fedeltà al Vangelo. Dopo l'Emancipazione
Cattolica, la Chiesa fu libera di crescere di nuovo. Famiglie
e innumerevoli persone che avevano preservato la fede durante
i tempi della prova divennero la scintilla di una grande
rinascita del cattolicesimo irlandese nell'800. La Chiesa
fornì scolarizzazione, specialmente ai poveri, e
questo avrebbe apportato un grande contributo alla società
irlandese. Tra i frutti delle nuove scuole cattoliche vi
fu un aumento di vocazioni: generazioni di sacerdoti, suore
e fratelli missionari lasciarono la patria per servire in
ogni continente, specie nel mondo di lingua inglese. Furono
ammirevoli non solo per la vastità del loro numero,
ma anche per la robustezza della fede e la solidità
del loro impegno pastorale. Molte diocesi, specialmente
in Africa, America e Australia, hanno beneficiato della
presenza di clero e religiosi irlandesi che predicarono
il Vangelo e fondarono parrocchie, scuole e università,
cliniche e ospedali, che servirono sia i cattolici, sia
la società in genere, con particolare attenzione
alle necessità dei poveri.
In quasi tutte le famiglie dell'Irlanda vi è stato
qualcuno - un figlio o una figlia, una zia o uno zio - che
ha dato la propria vita alla Chiesa. Giustamente le famiglie
irlandesi hanno in grande stima ed affetto i loro cari,
che hanno offerto la propria vita a Cristo, condividendo
il dono della fede con altri e attualizzandola in un'amorevole
servizio di Dio e del prossimo.
4.
Negli ultimi decenni, tuttavia, la Chiesa nel vostro Paese
ha dovuto confrontarsi con nuove e gravi sfide alla fede
scaturite dalla rapida trasformazione e secolarizzazione
della società irlandese. Si è verificato un
rapidissimo cambiamento sociale, che spesso ha colpito con
effetti avversi la tradizionale adesione del popolo all'insegnamento
e ai valori cattolici. Molto sovente le pratiche sacramentali
e devozionali che sostengono la fede e la rendono capace
di crescere, come ad esempio la frequente confessione, la
preghiera quotidiana e i ritiri annuali, sono state disattese.
Fu anche determinante in questo periodo la tendenza, anche
da parte di sacerdoti e religiosi, di adottare modi di pensiero
e di giudizio delle realtà secolari senza sufficiente
riferimento al Vangelo. Il programma di rinnovamento proposto
dal Concilio Vaticano Secondo fu a volte frainteso e in
verità, alla luce dei profondi cambiamenti sociali
che si stavano verificando, era tutt'altro che facile valutare
il modo migliore per portarlo avanti. In particolare, vi
fu una tendenza, dettata da retta intenzione ma errata,
ad evitare approcci penali nei confronti di situazioni canoniche
irregolari. È in questo contesto generale che dobbiamo
cercare di comprendere lo sconcertante problema dell'abuso
sessuale dei ragazzi, che ha contribuito in misura tutt'altro
che piccola all'indebolimento della fede e alla perdita
del rispetto per la Chiesa e per i suoi insegnamenti.
Solo esaminando con attenzione i molti elementi che diedero
origine alla presente crisi è possibile intraprendere
una chiara diagnosi delle sue cause e trovare rimedi efficaci.
Certamente, tra i fattori che vi contribuirono possiamo
enumerare: procedure inadeguate per determinare l'idoneità
dei candidati al sacerdozio e alla vita religiosa; insufficiente
formazione umana, morale, intellettuale e spirituale nei
seminari e nei noviziati; una tendenza nella società
a favorire il clero e altre figure in autorità e
una preoccupazione fuori luogo per il buon nome della Chiesa
e per evitare gli scandali, che hanno portato come risultato
alla mancata applicazione delle pene canoniche in vigore
e alla mancata tutela della dignità di ogni persona.
Bisogna agire con urgenza per affrontare questi fattori,
che hanno avuto conseguenze tanto tragiche per le vite delle
vittime e delle loro famiglie e hanno oscurato la luce del
Vangelo a un punto tale cui non erano giunti neppure secoli
di persecuzione.
5.
In diverse occasioni sin dalla mia elezione alla Sede di
Pietro, ho incontrato vittime di abusi sessuali, così
come sono disponibile a farlo in futuro. Mi sono soffermato
con loro, ho ascoltato le loro vicende, ho preso atto della
loro sofferenza, ho pregato con e per loro. Precedentemente
nel mio pontificato, nella preoccupazione di affrontare
questo tema, chiesi ai Vescovi d'Irlanda, in occasione della
visita "ad Limina" del 2006, di "stabilire
la verità di ciò che è accaduto in
passato, prendere tutte le misure atte ad evitare che si
ripeta in futuro, assicurare che i principi di giustizia
vengano pienamente rispettati e, soprattutto, guarire le
vittime e tutti coloro che sono colpiti da questi crimini
abnormi" (Discorso ai Vescovi dell'Irlanda, 28 ottobre
2006).
Con questa Lettera, intendo esortare tutti voi, come popolo
di Dio in Irlanda, a riflettere sulle ferite inferte al
corpo di Cristo, sui rimedi, a volte dolorosi, necessari
per fasciarle e guarirle, e sul bisogno di unità,
di carità e di vicendevole aiuto nel lungo processo
di ripresa e di rinnovamento ecclesiale. Mi rivolgo ora
a voi con parole che mi vengono dal cuore, e desidero parlare
a ciascuno di voi individualmente e a tutti voi come fratelli
e sorelle nel Signore.
Alle
vittime di abuso e alle loro famiglie
Avete
sofferto tremendamente e io ne sono veramente dispiaciuto.
So che nulla può cancellare il male che avete sopportato.
È stata tradita la vostra fiducia, e la vostra dignità
è stata violata. Molti di voi avete sperimentato
che, quando eravate sufficientemente coraggiosi per parlare
di quanto vi era accaduto, nessuno vi ascoltava. Quelli
di voi che avete subito abusi nei convitti dovete aver percepito
che non vi era modo di fuggire dalle vostre sofferenze.
È comprensibile che voi troviate difficile perdonare
o essere riconciliati con la Chiesa. A suo nome esprimo
apertamente la vergogna e il rimorso che tutti proviamo.
Allo stesso tempo vi chiedo di non perdere la speranza.
È nella comunione della Chiesa che incontriamo la
persona di Gesù Cristo, egli stesso vittima di ingiustizia
e di peccato. Come voi, egli porta ancora le ferite del
suo ingiusto patire. Egli comprende la profondità
della vostra pena e il persistere del suo effetto nelle
vostre vite e nei vostri rapporti con altri, compresi i
vostri rapporti con la Chiesa.
So che alcuni di voi trovano difficile anche entrare in
una chiesa dopo quanto è avvenuto. Tuttavia, le stesse
ferite di Cristo, trasformate dalle sue sofferenze redentrici,
sono gli strumenti grazie ai quali il potere del male è
infranto e noi rinasciamo alla vita e alla speranza. Credo
fermamente nel potere risanatore del suo amore sacrificale
- anche nelle situazioni più buie e senza speranza
- che porta la liberazione e la promessa di un nuovo inizio.
Rivolgendomi a voi come pastore, preoccupato per il bene
di tutti i figli di Dio, vi chiedo con umiltà di
riflettere su quanto vi ho detto. Prego che, avvicinandovi
a Cristo e partecipando alla vita della sua Chiesa - una
Chiesa purificata dalla penitenza e rinnovata nella carità
pastorale - possiate arrivare a riscoprire l'infinito amore
di Cristo per ciascuno di voi. Sono fiducioso che in questo
modo sarete capaci di trovare riconciliazione, profonda
guarigione interiore e pace.
7.
Ai sacerdoti e ai religiosi che hanno abusato dei
ragazzi
Avete
tradito la fiducia riposta in voi da giovani innocenti e
dai loro genitori. Dovete rispondere di ciò davanti
a Dio onnipotente, come pure davanti a tribunali debitamente
costituiti. Avete perso la stima della gente dell'Irlanda
e rovesciato vergogna e disonore sui vostri confratelli.
Quelli di voi che siete sacerdoti avete violato la santità
del sacramento dell'Ordine Sacro, in cui Cristo si rende
presente in noi e nelle nostre azioni. Insieme al danno
immenso causato alle vittime, un grande danno è stato
perpetrato alla Chiesa e alla pubblica percezione del sacerdozio
e della vita religiosa.
Vi esorto ad esaminare la vostra coscienza, ad assumervi
la responsabilità dei peccati che avete commesso
e ad esprimere con umiltà il vostro rincrescimento.
Il pentimento sincero apre la porta al perdono di Dio e
alla grazia del vero emendamento.
Offrendo preghiere e penitenze per coloro che avete offeso,
dovete cercare di fare personalmente ammenda per le vostre
azioni. Il sacrificio redentore di Cristo ha il potere di
perdonare persino il più grave dei peccati e di trarre
il bene anche dal più terribile dei mali. Allo stesso
tempo, la giustizia di Dio esige che rendiamo conto delle
nostre azioni senza nascondere nulla. Riconoscete apertamente
la vostra colpa, sottomettetevi alle esigenze della giustizia,
ma non disperate della misericordia di Dio".
8.
Ai genitori
Siete stati profondamente sconvolti nell'apprendere le cose
terribili che ebbero luogo in quello che avrebbe dovuto
essere l'ambiente più sicuro di tutti. Nel mondo
di oggi non è facile costruire un focolare domestico
ed educare i figli. Essi meritano di crescere in un ambiente
sicuro, amati e desiderati, con un forte senso della loro
identità e del loro valore. Hanno diritto ad essere
educati ai valori morali autentici, radicati nella dignità
della persona umana, ad essere ispirati dalla verità
della nostra fede cattolica e ad apprendere modi di comportamento
e di azione che li portino ad una sana stima di sé
e alla felicità duratura. Questo compito nobile ed
esigente è affidato in primo luogo a voi, loro genitori.
Vi esorto a fare la vostra parte per assicurare la miglior
cura possibile dei ragazzi, sia in casa che nella società
in genere, mentre la Chiesa, da parte sua, continua a mettere
in pratica le misure adottate negli ultimi anni per tutelare
i giovani negli ambienti parrocchiali ed educativi. Mentre
portate avanti le vostre importanti responsabilità,
siate certi che sono vicino a voi e che vi porgo il sostegno
della mia preghiera.
9.
Ai ragazzi e ai giovani dell'Irlanda
Desidero
offrirvi una particolare parola di incoraggiamento. La vostra
esperienza di Chiesa è molto diversa da quella dei
vostri genitori e dei vostri nonni. Il mondo è molto
cambiato da quando essi avevano la vostra età. Nonostante
ciò, tutti, in ogni generazione, sono chiamati a
percorrere lo stesso cammino della vita, qualunque possano
essere le circostanze. Siamo tutti scandalizzati per i peccati
e i fallimenti di alcuni membri della Chiesa, particolarmente
di coloro che furono scelti in modo speciale per guidare
e servire i giovani. Ma è nella Chiesa che voi troverete
Gesù Cristo che è lo stesso ieri, oggi e sempre
(cfr Eb 13, 8). Egli vi ama e per voi ha offerto se stesso
sulla croce. Cercate un rapporto personale con lui nella
comunione della sua Chiesa, perché lui non tradirà
mai la vostra fiducia! Lui solo può soddisfare le
vostre attese più profonde e dare alle vostre vite
il loro significato più pieno indirizzandole al servizio
degli altri. Tenete gli occhi fissi su Gesù e sulla
sua bontà e proteggete nel vostro cuore la fiamma
della fede. Insieme con i vostri fratelli cattolici in Irlanda
guardo a voi perché siate fedeli discepoli del nostro
Dio e contribuiate con il vostro entusiasmo e il vostro
idealismo tanto necessari alla ricostruzione e al rinnovamento
della nostra amata Chiesa.
10.
Ai sacerdoti e ai religiosi dell'Irlanda
Tutti
noi stiamo soffrendo come conseguenza dei peccati di nostri
confratelli che hanno tradito una consegna sacra o non hanno
affrontato in modo giusto e responsabile le accuse di abuso.
Di fronte all'oltraggio e all'indignazione che ciò
ha provocato, non soltanto tra i laici ma anche tra voi
e le vostre comunità religiose, molti di voi si sentono
personalmente scoraggiati e anche abbandonati. Sono consapevole
inoltre che agli occhi di alcuni apparite colpevoli per
associazione, e siete visti come se foste in qualche nodo
responsabili dei misfatti di altri. In questo tempo di sofferenza,
voglio darvi atto della dedizione della vostra vita di sacerdoti
e religiosi e dei vostri apostolati, e vi invito a riaffermare
la vostra fede in Cristo, il vostro amore verso la sua Chiesa
e la vostra fiducia nella promessa di redenzione, di perdono
e di rinnovamento interiore del Vangelo. In questo modo,
dimostrerete a tutti che dove abbonda il peccato, sovrabbonda
la grazia (cfr Rm 5, 20)".
So che molti di voi sono delusi, sconcertati e adirati per
il modo in cui queste questioni sono state affrontate da
alcuni vostri superiori. Ciononostante, è essenziale
che collaboriate da vicino con coloro che sono in autorità
e che di adoperiate a far sì che le misure adottate
per rispondere alla crisi siano veramente evangeliche, giuste
ed efficaci. Soprattutto, vi esorto a diventare sempre più
chiaramente uomini e donne di preghiera, seguendo con coraggio
la via della conversione, della purificazione e della riconciliazione.
In questo modo, la Chiesa in Irlanda trarrà nuova
vita e vitalità dalla vostra testimonianza al potere
redentore del Signore reso visibile nella vostra vita.
11.
Ai miei fratelli vescovi
Non
si può negare che alcuni di voi e dei vostri predecessori
avete mancato, a volte gravemente, nell'applicare le norme
del diritto canonico codificate da lungo tempo circa i crimini
di abusi di ragazzi. Seri errori furono commessi nel trattare
le accuse. Capisco quanto era difficile afferrare l'estensione
e la complessità del problema, ottenere informazioni
affidabili e prendere decisioni giuste alla luce di consigli
divergenti di esperti. Ciononostante, si deve ammettere
che furono commessi gravi errori di giudizio e che si sono
verificate mancanze di governo. Tutto questo ha seriamente
minato la vostra credibilità ed efficacia. Apprezzo
gli sforzi che avete fatto per porre rimedio agli errori
del passato e per assicurare che non si ripetano. Oltre
a mettere pienamente in atto le norme del diritto canonico
nell'affrontare i casi di abuso dei ragazzi, continuate
a cooperare con le autorità civili nell'ambito di
loro competenza. Chiaramente, i superiori religiosi devono
fare altrettanto. Anch'essi hanno partecipato a recenti
incontri qui a Roma intesi a stabilire un approccio chiaro
e coerente a queste questioni. È doveroso che le
norme della Chiesa in Irlanda per la tutela dei ragazzi
siano costantemente riviste ed aggiornate e che siano applicate
in modo pieno ed imparziale in conformità con il
diritto canonico.
Soltanto un'azione decisa portata avanti con piena onestà
e trasparenza potranno ripristinare il rispetto e il benvolere
degli Irlandesi verso la Chiesa alla quale abbiamo consacrato
la nostra vita. Ciò deve scaturire, prima di tutto,
dal vostro esame di voi stessi, dalla purificazione interiore
e dal rinnovamento spirituale. La gente dell'Irlanda giustamente
si attende che siate uomini di Dio, che siate santi, che
viviate con semplicità, che ricerchiate ogni giorno
la conversione personale. Per loro, secondo l'espressione
di Sant'Agostino, siete vescovi; eppure con loro siete chiamati
ad essere seguaci di Cristo (cfr Discorso 340, 1). Vi esorto
dunque a rinnovare il vostro senso di responsabilità
davanti a Dio, a crescere in solidarietà con la vostra
gente e ad approfondire la vostra sollecitudine pastorale
per tutti i membri del vostro gregge. In particolare, siate
sensibili alla vita spirituale e morale di ciascuno dei
vostri sacerdoti. Siate un esempio con le vostre stesse
vite, siate loro vicini, prestate ascolto alle loro preoccupazioni,
offrite loro incoraggiamento in questo tempo di difficoltà
e alimentate la fiamma del loro amore per Cristo e il loro
impegno nel servizio dei loro fratelli e sorelle.
Anche i laici devono essere incoraggiati a fare la loro
parte nella vita della Chiesa. Fate in modo che siano formati
in modo tale che possano dare ragione in modo articolato
e convincente del Vangelo nella società moderna (cfr
1 Pt 3, 15), e cooperino più pienamente alla vita
e alla missione della Chiesa. Questo, a sua volta, vi aiuterà
a ritornare ad essere guide e testimoni credibili della
verità redentrice di Cristo.
12.
A tutti i fedeli dell'Irlanda
L'esperienza
che un giovane fa della Chiesa dovrebbe sempre portare frutto
in un incontro personale e vivificante con Gesù Cristo
in una comunità che ama e che offre nutrimento. In
questo ambiente, i giovani devono essere incoraggiati a
crescere fino alla loro piena statura umana e spirituale,
ad aspirare ad alti ideali di santità, di carità
e di verità e a trarre ispirazione dalle ricchezze
di una grande tradizione religiosa e culturale. Nella nostra
società sempre più secolarizzata, in cui anche
noi cristiani sovente troviamo difficile parlare della dimensione
trascendente della nostra esistenza, abbiamo bisogno di
trovare nuove vie per trasmettere ai giovani la bellezza
e la ricchezza dell'amicizia con Gesù Cristo nella
comunione della sua Chiesa. Nell'affrontare la presente
crisi, le misure per occuparsi in modo giusto dei singoli
crimini sono essenziali, tuttavia da sole non sono sufficienti:
vi è bisogno di una nuova visione per ispirare la
generazione presente e quelle future a far tesoro del dono
della nostra comune fede. Camminando sulla via indicata
dal Vangelo, osservando i comandamenti e conformando la
vostra vita in modo sempre più vicino alla persona
di Gesù Cristo, farete esperienza del profondo rinnovamento
di cui oggi vi è così urgente bisogno. Vi
invito tutti a perseverare lungo questo cammino".
13.
Cari fratelli e sorelle in Cristo, è con profonda
preoccupazione verso voi tutti in questo tempo di dolore,
nel quale la fragilità della condizione umana è
stata così chiaramente rivelata, che ho desiderato
offrirvi queste parole di incoraggiamento e di sostegno.
Spero che le accoglierete come un segno della mia spirituale
vicinanza e della mia fiducia nella vostra capacità
di rispondere alle sfide dell'ora presente traendo rinnovata
ispirazione e forza dalle nobili tradizioni dell'Irlanda
di fedeltà al Vangelo, di perseveranza nella fede
e di risolutezza nel conseguimento della santità.
Insieme con tutti voi, prego con insistenza che, con la
grazia di Dio, le ferite che hanno colpito molte persone
e famiglie possano essere guarite e che la Chiesa in Irlanda
possa sperimentare una stagione di rinascita e di rinnovamento
spirituale.
14.
Desidero proporvi alcune iniziative concrete per
affrontare la situazione.
Al
termine del mio incontro con i vescovi dell'Irlanda, ho
chiesto che la quaresima di quest'anno sia considerata tempo
di preghiera per una effusione della misericordia di Dio
e dei doni di santità e di forza dello Spirito Santo
sulla Chiesa nel vostro Paese. Invito ora voi tutti a dedicare
le vostre penitenze del venerdì, per un intero anno,
da ora fino alla Pasqua del 2011, per questa finalità.
Vi chiedo di offrire il vostro digiuno, la vostra preghiera,
la vostra lettura della Sacra Scrittura e le vostre opere
di misericordia per ottenere la grazia della guarigione
e del rinnovamento per la Chiesa in Irlanda. Vi incoraggio
a riscoprire il sacramento della Riconciliazione e ad avvalervi
con maggiore frequenza della forza trasformatrice della
sua grazia.
Particolare attenzione dovrà anche essere riservata
all'adorazione eucaristica, e in ogni diocesi vi dovranno
essere chiese o cappelle specificamente riservate a questo
fine. Chiedo che le parrocchie, i seminari, le case religiose
e i monasteri organizzino tempi per l'adorazione eucaristica,
in modo che tutti abbiano la possibilità di prendervi
parte. Con la preghiera fervorosa di fronte alla reale presenza
del Signore, potete compiere la riparazione per i peccati
di abuso che hanno recato tanto danno, e al tempo stesso
implorare la grazia di una rinnovata forza e di un più
profondo senso della missione da parte di tutti i vescovi,
i sacerdoti, i religiosi e i fedeli.
Sono fiducioso che questo programma porterà ad una
rinascita della Chiesa in Irlanda nella pienezza della verità
stessa di Dio, poiché è la verità che
ci rende liberi (cfr Gv 8, 32).
Inoltre, dopo essermi consultato e aver pregato sulla questione,
intendo indire una Visita Apostolica in alcune diocesi dell'Irlanda,
come pure in seminari e congregazioni religiose. La Visita
si propone di aiutare la Chiesa locale nel suo cammino di
rinnovamento e sarà stabilita in cooperazione con
i competenti uffici della Curia Romana e la Conferenza Episcopale
Irlandese. I particolari saranno resi noti a suo tempo.
Propongo inoltre che si tenga una Missione a livello nazionale
per tutti i vescovi, i sacerdoti e i religiosi. Nutro la
speranza che, attingendo dalla competenza di esperti predicatori
e organizzatori di ritiri sia dall'Irlanda che da altrove,
e riesaminando i documenti conciliari, i riti liturgici
dell'ordinazione e della professione e i recenti insegnamenti
pontifici, giungiate ad un più profondo apprezzamento
delle vostre rispettive vocazioni, in modo da riscoprire
le radici della vostra fede in Gesù Cristo e da bere
abbondantemente dalle sorgenti dell'acqua viva che egli
vi offre attraverso la sua Chiesa.
In questo Anno dedicato ai Sacerdoti, vi do in consegna
in modo del tutto particolare la figura di San Giovanni
Maria Vianney, che ebbe una così ricca comprensione
del mistero del sacerdozio. "Il sacerdote, scrisse,
ha la chiave dei tesori del cielo: è lui che apre
la porta, è lui il dispensiere del buon Dio, l'amministratore
dei suoi beni". Il Curato d'Ars ben comprese quanto
grandemente benedetta è una comunità quando
è servita da un sacerdote buono e santo: "Un
buon pastore, un pastore secondo il cuore di Dio, è
il tesoro più grande che il buon Dio può dare
ad una parrocchia e uno dei doni più preziosi della
divina misericordia". Per intercessione di San Giovanni
Maria Vianney possa il sacerdozio in Irlanda riprendere
vita e possa l'intera Chiesa in Irlanda crescere nella stima
del grande dono del ministero sacerdotale.
Colgo questa opportunità per ringraziare fin d'ora
tutti coloro che saranno coinvolti nell'impegno di organizzare
la Visita Apostolica e la Missione, come pure i molti uomini
e donne che in tutta l'Irlanda stanno già adoperandosi
per la tutela dei ragazzi negli ambienti ecclesiali. Fin
da quando la gravità e l'estensione del problema
degli abusi sessuali dei ragazzi in istituzioni cattoliche
incominciò ad essere pienamente compreso, la Chiesa
ha compiuto una grande mole di lavoro in molte parti del
mondo, al fine di affrontarlo e di porvi rimedio. Mentre
non si deve risparmiare alcuno sforzo per migliorare ed
aggiornare procedure già esistenti, mi incoraggia
il fatto che le prassi vigenti di tutela, fatte proprie
dalle Chiese locali, sono considerate, in alcune parti del
mondo, un modello da seguire per altre istituzioni.
Desidero concludere questa Lettera con una speciale "Preghiera
per la Chiesa in Irlanda", che vi invio con la cura
che un padre ha per i suoi figli e con l'affetto di un cristiano
come voi, scandalizzato e ferito per quanto è accaduto
nella nostra amata Chiesa. Mentre utilizzerete questa preghiera
nelle vostre famiglie, parrocchie e comunità, possa
la Beata Vergine Maria proteggervi e guidarvi lungo la via
che conduce ad una più stretta unione con il suo
Figlio, crocifisso e risorto. Con grande affetto e ferma
fiducia nelle promesse di Dio, di cuore imparto a tutti
voi la mia Benedizione Apostolica come pegno di forza e
pace nel Signore".
Dal
Vaticano, 19 marzo 2010, Solennità di San Giuseppe
PREGHIERA
PER LA CHIESA IN IRLANDA
Dio
dei padri nostri,
rinnovaci nella fede che è per noi vita e salvezza,
nella
speranza che promette perdono e rinnovamento interiore,
nella
carità che purifica ed apre i nostri cuori
ad
amare te, e in te, tutti i nostri fratelli e sorelle.
Signore
Gesù Cristo,
possa
la Chiesa in Irlanda rinnovare il suo millenario impegno
alla
formazione dei nostri giovani sulla via della verità,
della
bontà, della santità e del generoso servizio
alla società.
Spirito
Santo, consolatore, avvocato e guida,
ispira
una nuova primavera di santità e di zelo apostolico
per
la Chiesa in Irlanda.
Possano
la nostra tristezza e le nostre lacrime,
il
nostro sforzo sincero di raddrizzare gli errori del passato,
e
il nostro fermo proposito di correzione,
portare
abbondanti frutti di grazia
per
l'approfondimento della fede
nelle
nostre famiglie, parrocchie, scuole e associazioni,
per
il progresso spirituale della società irlandese,
e
per la crescita della carità. della giustizia, della
gioia e della pace, nell'intera famiglia umana.
A
te, Trinità,
con
piena fiducia nell'amorosa protezione di Maria,
Regina
dell'Irlanda, Madre nostra,
e
di San Patrizio, di Santa Brigida e di tutti i santi,
affidiamo
noi stessi, i nostri ragazzi,
e
le necessità della Chiesa in Irlanda.
Amen".
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